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Ho
trovato due motivazioni che avrebbero portato all'origine di questa
credenza che è ancora piuttosto diffusa nel nostro paese. La
prima risale ai tempi in cui si utilizzavano le carrozze e
l'illuminazione per le strade era scarsa. I gatti neri di notte non si
vedevano e se un gatto finiva sotto le ruote di una carrozza provocava
un incidente in quanto i cavalli si spaventavano e si imbizzarrivano.
L'altra
motivazione ha a che fare con i pirati turchi che erano soliti portare
a bordo delle navi dei gatti neri per cacciare i topi nella stiva (neri
perchè così erano meno visibili nel buio). Quando
i pirati approdavano vicino a una città, in attesa di
saccheggiarla, i gatti potevano approfittarne per scendere a terra.
Vedere in giro un gatto nero, quindi, divenne un presagio di sventura.
Ora, mi risulta che oggigiorno non si vada più in giro in carrozza, né sbarchino più pirati e quindi il persistere di questa superstizione è sostanzialmente stupido. Sul motivo per cui queste ed altre credenze, ormai anacronistiche, rimangano così a lungo nell'immaginario collettivo, voglio riportare questa bellissima frase di E. Burnett Tylor tratta dal libro Alle origini della cultura - vol. I - La cultura delle credenze e delle superstizioni (p. 75):
Tornando ai gatti neri, il lato ironico della vicenda è che in Inghilterra è valido l'esatto opposto: il gatto nero porta fortuna. Se ti attraversa la strada significa che i guai sono passati senza sfiorarli, se entra in casa di primo mattino sarà una splendida giornata e se c'è una ragazza "da marito" presto troverà l'anima gemella. I gatti neri inglesi che siano meno neri di quelli italiani? Se guardiamo la realtà dei fatti sono le auto che portano sfortuna ai gatti. Chi abita in città nella maggioranza dei casi è costretto a non fare uscire il proprio micio se non vuole che l'età media del suo amico felino scenda vertiginosamente da 15 a 5 o 6 anni. Come vedremo nella parte I gatti, e soprattutto quelli neri, portano fortuna, il gatto fu utilizzato nella caccia ai topi e ad altri animali molesti fin da tempi antichissimi e fu venerato da tantissime civiltà. Il periodo buio per i gatti (e non solo per loro) in Europa inizia nel Medioevo quando il Cristianesimo decise di estirpare tutte le religioni pagane. Il culto della dea-gatta Iside (per gli Egizi), Artemide (per i Greci) e Diana (per i Romani) era ancora molto diffuso e aveva numerosi seguaci in tutta Europa. Ad essere perseguiti come eretici erano in prevalenza gli uomini, in gran parte liberi pensatori che non si volevano sottomettere ai dettami della chiesa cattolica ma anche omosessuali e handicappati. Per le donne, invece, l'accusa era spesso quella di stregoneria. Il destino dei gatti neri, dal medioevo fino al 1700-1800 circa, fu legato al destino delle donne ritenute streghe. Nel 1233 papa Gregorio IX emanò la bolla Vox in Rama che è il primo documento ecclesiastico ufficiale che condanna il gatto nero come incarnazione di Satana e dava l'avallo della chiesa di Roma allo sterminio dei gatti e delle loro padrone. ![]() Papa Innocenzo VIII (1484-1492) scomunicò ufficialmente tutti i gatti. Nella sua bolla papale Summis desiderantes, emanata nel 1484, istigò misure molto severe nei confronti di maghi e streghe in Germania; i principi da lui enunciati vennero in seguito incorporati nel famoso Malleus Maleficarum (noto anche con il nome di Martello delle Streghe), il libro più ignobile utilizzato dalla Santa Inquisizione. Pubblicato per la prima volta nel 1486 in esso vi erano elencati tutti i sintomi e le caratteristiche che bastavano per far sospettare una donna di stregoneria. Il prendersi cura di uno o più gatti neri era motivo sufficiente per finire sul rogo. Anche il possesso di scope era fortemente sospetto perchè la pulizia era considerata disdicevole per l'epoca (da qui l'iconografia classica della strega con la scopa). Durante il Medioevo, infatti, furono distrutte tutte le strutture sanitarie pubbliche costruite dai Romani e molti medici finirono sul rogo perchè vi si opposero. Venne abolita l'usanza di fare il bagno e di lavarsi, le case e le città diventarono delle fogne a cielo aperto. Pare che questo odio per la pulizia e per il gatto sia stato favorito dall'atteggiamento cristiano verso l'Islam. Infatti i musulmani avevano molti riti legati ai bagni (dovevano fare le abluzioni, cioè lavare parti del corpo, prima di entrare nella moschea) e rispettavano e amavano il gatto. Il gatto, inoltre, è notoriamente un animale che passa molto tempo a pulirsi. Queste qualità, o almeno considerate tali al giorno d'oggi, furono invece demonizzate.
Perchè il gatto nero
veniva considerato così sinistro?
Il
gatto è un
animale che ama girare di notte e un gatto nero di notte era
praticamente invisibile: si vedevano solo gli occhi gialli che
brillavano al buio. Il gatto è capace di vedere anche in
ambienti poco
illuminati da sembrare bui all'occhio umano. La potenza visiva del
gatto è favorita anche dall'estrema adattabilità
delle sue pupille, che
sono circolari quando si aprono al massimo nella penombra, per ridursi
a due sottili fessure verticali in piena luce. Si scoprì
molto più
tardi che gli occhi del gatto, i più grandi fra tutti i
mammiferi,
riflettono la luce grazie al tapetum lucidum, una
struttura cristallina organica situata dietro la retina. Inoltre,
grazie al suo finissimo udito ed alla sensibilità tattile
delle sue vibrisse, esso è capace di muoversi con assoluta
sicurezza anche nel buio più completo. ll nero, poi, era
considerato il colore delle tenebre, delle forze infernali,
dell'occulto e del lato oscuro mentre come spiegherò nella
parte I gatti, e soprattutto quelli neri, portano fortuna, il nero ha notevoli
valenze positive.
L'orecchio del gatto è in grado di percepire i cambiamenti nell'aria di umidità e di pressione e quindi il gatto ha sostanzialmente la capacità di prevedere i cambiamenti climatici strofinandosi l'orecchio con la zampa. Questa sua abilità, che andava al di là dei cinque sensi, era conosciuta e sfruttata dai contadini ma divenne un'altra caratteristica che faceva associare il gatto a Satana. Infatti uno degli appellativi di quest'ultimo è Principe dell'Aria. Il pelo del gatto, inoltre, assorbe molta energia e emana una notevole carica elettrostatica (il pelo di colore nero soprattutto). Il gatto inoltre può rizzare il pelo azionando dei muscoli che provocano la contrazione dei bulbi piliferi. Quando l'animale è arrabbiato gonfia la coda e inarca la schiena rizzando il pelo, così da apparire più grosso di quanto in realtà non sia; il tutto accompagnato da soffi, fischi e miagolii. Fa paura! Infine, quel suo sguardo magnetico e intelligente che ci affascina tanto oggi, era considerato di natura soprannaturale e sicuramente anche il suo temperamento indipendente e libero non era ben visto a quell'epoca. Il gatto era considerato il diavolo in persona. Si credeva che esso apparisse quando donne e uomini che svolgevano riti pagani in onore di Iside lo evocavano. Anche i templari e i catari furono accusati di essere adoratori di gatti.
I gatti e le donne vennero perseguitati per secoli (dal 1000 al 1700), subirono torture e sevizie di ogni tipo. Milioni di gatti e centinaia di migliaia di donne vennero brutalmente uccisi in tutta l'Europa occidentale. L'ultimo gatto giustiziato in Inghilterra per stregoneria morì nel 1712. Pochissimi gatti completamente neri sopravvissero al massacro. Oggigiorno, In Europa occidentale, è difficile trovare un gatto che sia completamente nero mentre sono comuni nelle zone del Mediterraneo orientale dove nessuna crociata fu mai lanciata contro di loro. Con l'Illuminismo le donne e i gatti cessarono di essere perseguitati e l'epoca buia si dissolse. Nel corso del 1800, grazie a Pasteur e ad altri studiosi, fu rivalutata la figura del gatto:
Si dimostrò scientificamente che non solo il gatto non trasmetteva malattie all'uomo ma che il topo, che aveva proliferato per secoli, data la quasi totale estinzione del suo più acerrimo nemico, era portatore di circa 35 malattie pericolose per l'uomo tra le quali il tifo e la peste bubbonica. Probabilmente una delle principale cause di diffusione delle grosse epidemie di peste che per secoli hanno decimato l'Europa (malattie veicolate da topi e ratti uccisero oltre un miliardo di persone) fu proprio l'avere ucciso il principale predatore dei topi. Mi viene in mente la favola del Pifferaio Magico. La stupidità e l'ignoranza sono il vero flagello dell'umanità! Dal 1800 il gatto si introdusse nei salotti bene dell'aristocrazia e borghesia e da allora non ha più cessato di diffondersi, e di essere di nuovo amato e vezzeggiato. E' innegabile che sono le donne ad amare e ad essere amate maggiormente dal gatto. Fin dall'inizio il gatto era il compagno del focolare e passava più tempo in casa vicino alla donna, a differenza del cane e del cavallo che seguivano l'uomo nella caccia o in altri lavori. Probabilmente è proprio per aver sempre condiviso la stessa sorte nel bene e nel male che si è formata questa maggior complicità e affiatamento reciproco. Per brevi periodi, anche durante il ventesimo secolo, il gatto è caduto in disgrazia, nel senso che veniva ucciso perchè non c'era niente da mangiare. Ad esempio mio padre mi ha raccontato che durante la seconda guerra mondiale, a Bologna, si vedevano in giro pochi gatti randagi e che sicuramente anche lui da ragazzino avrà mangiato carne di gatto senza saperlo. Gli unici gatti che sopravvivevano erano quelli che vivevano in casa delle famiglie benestanti. A questo proposito c'è una documentazione interessante del 1943 nel bellissimo sito http://www.cronologia.it che riguarda i Magnagatt vicentini:
Questa
dei Magnagatt è una vicenda
comprensibilissima, vista la miseria di quei tempi, che non ha nulla a
che vedere con le aberrazioni verificatesi durante la caccia alle
streghe. Non c'è nemmeno superstizione perchè
sicuramente si mangiavano i gatti di qualunque colore. E' pura lotta
per la sopravvivenza.
Voglio finire con un po' di saggezza orientale che non guasta mai e che mi sembra appropriata in questo momento:
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