08/12/08 lunedì - Fatto d'erba

scusa se ti ho scritto poco ultimamente ma non sapevo bene cosa raccontarti. Le giornate autunnali sono troppo fredde e umide per noi gatti, e io preferisco stare tranquillo al calduccio sul mio divano. Cristina ha aggiunto due cuscini molto soffici e invitanti. Grazie cara... ronron.



Qualche giorno fa, però è successa una cosa che mi ha spinto a scriverti. Paolo è arrivato in casa con una scatoletta piena d'erba gatta profumata. Io nei primi giorni non l'ho considerata per niente, anche se evidentemente era una "roba" destinata a me, perchè era stata collocata vicino alla mia zona pranzo. Dopo una decina di giorni l'erba stava mostrando i primi segni di appassimento e io ho cominciato a mostrare i primi segni di interessamento. Questo atteggiamento ha stupito i miei coinquilini ormai rassegnati ad aver fatto un ennesimo acquisto inutile. Lo stupore è aumentato di pari passo alla mia passione verso "l'erba": l'annusavo, mi ci strusciavo, la spostavo e sono arrivato al punto di aggredire il panetto di terra, mordendolo e calciandolo con le zampe posteriori mentre lo bloccavo con quelle anteriori. Sembravo drogato!

Lo scopo iniziale per cui era stata comprata l'erba gatta e cioè per mettermi a disposizione qualche fibra che mi aiutasse a tenere in efficienza il mio già efficientissimo apparato digerente, non è stato raggiunto dai miei amici umani. Tutto ho fatto con l'erba fuorchè mangiarne un filo.

So che si staranno chiedendo ancora la ragione del mio comportamento, a dire la verità, non la conosco neppure io. Noi gatti, a volte, siamo misteriosi anche a noi stessi.



21/12/08 domenica - Dentro o fuori? A mezza via!


oggi è molto freddo, sarà perchè siamo in inverno, sono uscito in terrazza ma ci sono rimasto poco, solo quel tanto che mi serviva per ispezionare gli angoli e fare i normali controlli del territorio.

Non si sa mai cosa può accadere in una terrazza grande come la mia e non presidiandola continuamente, è meglio stare molto allerta.

Tutta l'operazione si svolge all'insegna della massima cautela. Prima chiedo ai miei coinquilini umani di aprire la portafinestra in cucina (mi metto vicino e graffio l'anta, molto raramente miagolo - non sono un rompiballe). Loro, siccome è inverno, mi aprono quel tanto che basta per farmi uscire. Ma io non esco subito. E' molto più prudente e più saggio, visto il freddo e lo sbalzo termico tra dentro e fuori, rimanere lì a mezza via (beh, veramente più dentro che fuori!) ad annusare l'aria e dare una sbirciatina.


La mia "reticenza" non piace per niente a Paolo e Cristina perchè, specialmente quando sono seduti a tavola per la colazione o la cena, sono investiti da spifferi gelidi. Prima provano a spiegarmi con parole (Aria di fessura, aria di sepoltura - allegro detto conosciuto da Paolo) che gli spifferi fanno male alla salute e poi, passano ai fatti (mi spingono dal posteriore fuori...). Insomma mi vorrebbero far capire che devo prendere al più presto la decisione se rimanere dentro al calduccio o avventurarmi in terrazza.

A volte, dopo la spinta, con un balzo salto le inferriate ed esco, altre volte invece decido che non ho abbastanza calorie in corpo per affrontare i rigori dell'inverno e così allargo le zampe e il mio posteriore, per aumentare l'attrito del mio corpo sul pavimento, dopo di chè ingrano la retromarcia. A quel punto i miei amici chiudono subito la finestra e io vado a mangiare nella mia ciotola. Dopo pochi minuti chiedo di nuovo di uscire...

Certo l'estate dà molti meno problemi!




25/12/08 giovedì - L'apertura dei regali di Natale


questa notte è stata parecchio movimentata. Come l'anno scorso, ho dato una mano al vecchio babbo Natale, l'ho aiutato a trovare subito l'albero per sistemare i regali, gli ho fatto notare che Alice aveva lasciato un disegno per lui e naturalmente avevo il compito di controllare che non ci fosse nessun movimento proveniente dalla camera dei bambini. Insomma, tutta la notte sono stato sveglio!



Al  mattino, Alice e Marco si sono svegliati di buon ora e dopo aver controllato che sotto l'albero fossero arrivati 
dei regali, hanno svegliato mamma e papà. Tutti i miei amici umani sono andati vicino all'albero e i cuccioli hanno cominciato ad aprire i regali. C'era tutto un frastuono di carta che veniva strappata e un brillio  d'argento e d'oro. Alla fine sono saltati fuori dei giochi e dei libri. I miei amici umani erano felici, sia i grandi nel vedere la gioia dei cuccioli, sia i ragazzi perchè evidentemente erano soddisfatti dei doni ricevuti.

Verso sera invece ne ho combinata una bella. Attaccati all'albero di Natale c'erano dei biscotti fatti da Alice l'anno scorso con gli stampini e io ne ho staccato uno e ne ho pappato un pezzo (non ho lasciato neanche un po' di briciole). Ma, sinceramente, non erano un granché anche perchè erano duri e poco saporiti, senza contare la polvere che si era depositata.

Caro diario, non ti descrivo la faccia disgustata che hanno fatto i miei amici umani quando hanno trovato il pezzo di biscotto/decorazione rimasto... la lascio alla tua immaginazione!



28/12/08 domenica - La mia prima neve


questa mattina è successa una cosa straordinaria!

Quando sono uscito in terrazza per la mia solita escursione mattutina, dal cielo cadevano dei pezzettini bianchi candidi. Mi sono avvicinato con la massima prudenza ad uno di loro e ho cominciato a studiarlo. L'ho annussato ma non faceva nessun odore, l'ho assaggiato ed era freddo e insapore e, infine l'ho toccato con i polpastrelli... ed è sparito!



Rientrando in casa ho imparato dai miei amici umani che quei pezzetti bianchi si chiamano fiocchi di neve e che può succedere a volte in inverno che al posto della pioggia venga giù dal cielo la neve.

W la neve! E' bellissima ed è divertente rincorrerne i fiocchi.  L'unico svantaggio è che fa molto freddo quando nevica: l'aria è pungente e umida. Io che sono un micio fortunato quando voglio posso entrare a scaldarmi ma purtroppo penso ai micetti che vivono all'aperto, a quelli che non hanno una famiglia o un rifugio. Che brutta vita la loro! Fra gli umani cattivi, le automobili, le malattie e il freddo, non riescono certo a godersi tanto la loro libertà.


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